Bassi-Burgatti

Istituto di Istruzione Superiore

“È quasi un miracolo che io non abbia rinunciato alle mie aspirazioni… le tengo strette, nonostante tutto, perché ancora credo all’intima bontà degli esseri umani” Anne Frank. In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, la pace si conferma un obiettivo complesso, che va oltre l’assenza di guerra e coinvolge giustizia, dialogo e responsabilità individuale. Le parole di Anne Frank, scritte durante la Seconda guerra mondiale, restano oggi un richiamo potente alla fiducia nell’umanità. Su questi temi si è svolto il 13 aprile 2026 l’incontro tra la docente giapponese Yuasa Masae e gli studenti dell’ISIT “Bassi Burgatti” di Cento, presso l’Università di Bologna, a conclusione del percorso “Anne Frank e la pedagogia della pace”.

Il progetto ha messo a confronto le figure di Anne Frank e Sadako Sasaki, entrambe simboli delle conseguenze della guerra sui più giovani. Durante l’incontro, le classi coinvolte hanno offerto contributi significativi: gli studenti della 5N hanno sottolineato come educare alla pace significhi comprendere l’altro, gestire i conflitti senza violenza e riconoscere il valore della diversità; la 3Q ha richiamato la fiducia nell’umanità espressa da Anne Frank come base indispensabile per costruire relazioni pacifiche; mentre le studentesse della 3E hanno posto l’accento sull’importanza dei gesti quotidiani — ascolto, rispetto e solidarietà — come fondamenta concrete della convivenza.

Le riflessioni si sono estese anche all’attualità, in particolare alla situazione nella Striscia di Gaza, segno di una crescente consapevolezza critica tra i giovani.

Significativo anche il richiamo alla storia di Sadako, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima, il cui simbolo delle mille gru di carta continua a rappresentare speranza e impegno collettivo. Una gru, realizzata dagli studenti della 5N e donata alla professoressa Yuasa, ha voluto incarnare concretamente questo messaggio.

Il quadro che emerge è chiaro: la pace nasce dall’incontro tra memoria e responsabilità. Richiede fiducia nell’essere umano, ma anche impegno quotidiano per trasformare questa fiducia in azioni reali.

In conclusione, è doveroso un ringraziamento al Dipartimento Lilec dell’Univeristà di Bologna, ai docenti promotori di questo interessante progetto svolto presso la  scuola ISIT Bassi Burgatti (proff. Marco Prandoni, Veronica De Pieri, insieme a Lorenzo Naspoli dell’Università Ca’ Foscari e allo studente-assistente Alessandro Sanna) nonché i docenti dell’Isit “Bassi Burgatti” Francesco Viola (referente  del progetto), Francesca Casotti, Matteo Bini e Serena Riccio.